giovedì 15 dicembre 2011

Dies Irae

Cuant che o lavi a durmî con mê none o disevin "le diesile": "diesile diesile salvi seculi in faville..." e dopo purtrop no mi impensi plui lis improperiis che o disevin! E jere cussì biele chê preiere!!! 

O ai cjatât in Internet il test par latin e la traduzion par talian. E je bielone ancje par talian. O adori ancje il Requiem di Mozart...

Dies irae

Giorno d'ira, quel giorno
si dissolverà il mondo nelle fiamme
come predissero Davide e la Sibilla.


Quanto sarà il timore
quando il Giudice starà per venire
a giudicare ogni cosa!


La tromba che sparge il suono straordinario
per i sepolcri delle regioni
spinge tutti davanti al trono.


Si stupiranno la morte e la natura
quando risorgerà la creatura
per rispondere a colui che giudica.


Sarà annunciato il libro scritto
in cui tutto è contenuto,
da cui il mondo sarà giudicato.


Quando siederà il Giudice,
ciò che è nascosto sarà rivelato:
nulla rimarrà impunito.


Cosa dirò allora io misero?
A quale difensore mi appellerò,
se a stento il giusto sarà salvo?


Re di tremenda maestà,
che ci salvi gratuitamente,
salva me, fonte di pietà grave.


Ricordati Gesù pio,
che sono la causa della tua venuta,
affinché non mi perda nell'ultimo giorno.


Cercando me ti sedesti stanco,
mi hai redento soffrendo sulla croce,
tanta sofferenza non sia vana.


Giusto giudice punitore
donami il tuo perdono,
prima del giorno del giudizio.


Mi dispero in quanto reo,
il mio volto arrossisce per la colpa,
pietà, o Dio, per chi supplica.


Tu che hai assolto Maria Maddalena
e hai esaudito il ladrone,
anche a me hai dato la speranza.


Le mie preghiere non sono degne,
ma tu, buono, fa' benignamente
che io non bruci nel fuoco eterno.


Concedimi un posto tra gli agnelli
e separami dai capri
mettendomi alla tua destra.


Sono confusi i maledetti,
gettati nelle aspre fiamme,
chiamami tra i benedetti.


Prego supplice e sottomesso,
con il cuore contrito come la cenere,
abbi cura del mio destino.


Lacrimoso quel giorno,
quando risorgerà dalle fiamme
l'uomo colpevole da giudicare


Perciò quindi pietà o Dio:
pio Gesù Signore,
dona a loro la pace.

Dies irae

Dies irae, dies illa
solvet saeclum in favilla:
teste David cum Sibylla.


Quantus tremor est futurus,
quando judex est venturus,
cuncta stricte discussurus!


Tuba mirum spargens sonum
per sepulcra regionum,
coget omnes ante thronum.


Mors stupebit et natura,
cum resurget creatura,
judicanti responsura.


Liber scriptum proferetur,
in quo totum continetur,
unde mundus judicetur.


Judex ergo cum sedebit,
quidquid latet apparebit:
nil inultum remanebit.


Quid sum miser tunc dicturus?
Quem patronum rogaturus,
cum vix justus sit securus?


Rex tremendae majestatis,
qui salvandos salvas gratis,
salva me fons pietatis.


Recordare, Jesu pie,
quod sum causa tuae viae:
ne me perdas illa die.


Quaerens me, sedisti lassus:
redemisti Crucem passus:
tantus labor non sit cassus.


Juste judex ultionis,
donum fac remissionis
ante diem rationis.


Ingemisco, tamquam reus:
culpa rubet vultus meus:
supplicanti parce, Deus.


Qui Mariam absolvisti,
et latronem exaudisti,
mihi quoque spem dedisti.


Preces meae non sunt dignae:
sed tu bonus fac benigne,
ne perenni cremer igne.


Inter oves locum praesta,
et ab haedis me sequestra,
statuens in parte dextra.


Confutatis maledictis,
flammis acribus addictis:
voca me cum benedictis.


Oro supplex et acclinis,
cor contritum quasi cinis:
gere curam mei finis.


Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus.


Huic ergo parce, Deus:
pie Jesu Domine,
dona eis requiem. Amen.

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